a Bologna...
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Nel 2015, la cedolare secca sugli affitti – cioè l’imposta sostitutiva attualmente applicabile solo a una parte delle locazioni abitative – ha fatto registrare un aumento di gettito del 17,9 per cento rispetto al 2014 (2 miliardi e 12 milioni di euro contro un miliardo e 706 milioni).

Sono dati forniti dal Dipartimento delle Finanze sulle entrate tributarie dello scorso anno. “All’incremento dei versamenti – rileva il Bollettino delle Finanze – si accompagna un aumento delle frequenze dei contribuenti versanti, segnale di un aumento nei soggetti che utilizzano questo regime di tassazione nei contratti di locazione immobiliare”.

Riteniamo che i dati delle Finanze  debbano fare  riflettere sulla necessità di estendere  questo regime  di imposizione, in particolare applicandole anche agli affitti di uffici e negozi .
Per questo tipo di immobili  infatti, la somma di ben sette tributi a carico dei proprietari porta la tassazione ad erodere fino all’80 per cento del canone di locazione, senza contare le spese di manutenzione dell’immobile e l’eventuale indennità di avviamento. Questa misura avrebbe anche il pregio di aiutare il commercio e l’artigianato oltre che rivitalizzare aeree delle città che si stanno desertificando con sempre più negozi vuoti.